Riflessioni sullo zapping permanente applicato all’apprendimento

Riflessioni sullo zapping permanente applicato all’apprendimento

Quelli che una volta chiamavamo “discenti” dimostrano oggi di possedere una crescente autonomia nell’accedere all’informazione, grazie soprattutto al costante ricorso al web (da Google a Wikipedia). D’altronde una rilevante quantità di strumenti tecnologici (blog, video, scambi tra esperti e fruitori di conoscenza) permette di poter trovare una rapida e facile risposta, se non altro iniziale, a un certo numero di quesiti professionali. Pertanto quale interesse può trovare un discente iperconnesso nei percorsi formativi in e-learning o blended proposti dalla propria azienda che, di solito, sono meno immediati rispetto alle ricerche condotte personalmente e, non di rado, più lunghi? E quando egli deve – malgrado tutto – seguire detti percorsi, come fare in modo che possa essere dotato di sufficiente motivazione che gli consenta di applicare quanto imparato nelle sue attività quotidiane?

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